L’Enneagramma è uno strumento per lo studio del carattere e della personalità, finalizzato allo sviluppo della consapevolezza e alla conoscenza di noi stessi e degli altri.  È una mappa che descrive nove tipi di personalità e i rapporti tra loro, allo scopo di individuare le tendenze principali di carattere, le visioni del mondo e le attitudini, gli automatismi, le ossessioni e i meccanismi di difesa, ma anche i doni e i punti di forza,  allo scopo di migliorare l’auto-comprensione e permettere una trasformazione interiore, suggerendo ipotesi di cammino evolutivo.

È una ricerca di se stessi a livelli profondi: non serve a cambiare il carattere, ma a conoscerlo, accettarlo, ad evolverlo positivamente.

Il carattere è una struttura di protezione, è la maschera che utilizziamo sin dagli albori della nostra storia personale, non è “chi siamo” ma “come facciamo”; è lo scudo che costruiamo giorno dopo giorno per difenderci da nemici immaginari che hanno tutti la stessa origine, la paura di non essere amati e accettati per quello che siamo.

Prendere coscienza dei meccanismi che ci imprigionano e di cui non siamo consapevoli è il primo passo per intraprendere un percorso di crescita e consapevolezza, per poter vivere nel qui ed ora, in armonia con il nostro essere essenziale, la nostra scintilla divina. E, non meno importante, imparare a scorgere la scintilla divina negli altri e a relazionarci con loro a partire dalla comprensione e dall’accettazione delle loro maschere. 

L’Enneagramma ci racconta una storia, la storia dell’Uomo e dell’Universo di cui è parte. 

I Sufi, nella cui cultura presumibilmente trova il suo più antico fondamento, raccontavano peregrinando storie, vere e proprie parabole, ognuna delle quali conteneva una metafora sulla ricerca di chi siamo e sulle possibili vie da percorrere per raggiungere questa conoscenza. Essi dicevano che la maggioranza delle persone vagano nella vita come ciechi che si scontrano con altri ciechi, avvolti dall’oscurità, e che l’Enneagramma è quella lampada che a tutti piacerebbe possedere per orientarsi in questa oscurità: non il cammino, né la meta, ma solo una luce che possa darci la giusta direzione.

Nessuno meglio del Mulá Nasrudin, celebre personaggio Sufi, a metà tra lo scemo e il saggio del villaggio, sa trasmettere, con le sue apparentemente paradossali storielle, validi insegnamenti sul funzionamento del nostro ego, mostrandoci i significati occulti che albergano il misterioso mondo del Sufismo.

Una di queste, detta “Il racconto della chiave”, ci spiega perché soffriamo e offre contemporaneamente un rimedio a questa sofferenza:

“Una notte, il Mulá cerca e cerca alla luce di un fanale. I suoi amici gli si avvicinano e gli chiedono: Mulá, cosa stai cercando? – La chiave della mia casa, risponde lui. Dopo ore di ricerca infruttuosa, uno di loro gli dice: Ma sei sicuro di averla persa qui? Al che Nasrudin risponde: No, l’ho perduta in casa, ma il fatto è che qui c’è più luce!

Ogni essere umano, venendo al mondo, perde il contatto con la propria essenza, e per paura del vuoto esistenziale che si impadronisce di lui si costruisce un’immagine di sè, un succedaneo di quell’essenza che crede perduta, un ego che gli permetta di sopravvivere nel mondo materiale. Ma non per questo smette mai di anelare a quell’essenza, di cercarla dentro di sé, di percepire che quella cosa meravigliosa e perduta non è scomparsa per sempre, è ancora lì, da qualche parte.

Il “Racconto della chiave” contiene una metafora e ci svela il problema: noi non stiamo cercando la chiave del nostro vero Sè là dove l’abbiamo perduta, ma dove c’è più luce, vale a dire dove supponiamo che si trovi, o dove ci muoviamo con maggior comodità.

La tradizione Sufi, con l’Ennegramma, ci svela tuttavia anche la soluzione: accettare che nella ricerca del nostro Essere abbiamo perduto il cammino, che non abitiamo noi stessi, che non viviamo una vita piena e che condividiamo questo stato con tutta l’umanità. A partire da questa consapevolezza può iniziare un cammino di conoscenza ed esperienza di sè, perché ciò che offre è una mappa, una serie di strumenti per pensare, riflettere e analizzare la propria vita, alla scoperta della propria maschera dell’ego.

Il racconto parla della ricerca della coscienza e di come recuperare la vera luce, la magica luce della nostra natura divina che abbiamo oscurato nella prigione dell’ego.

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