“Si vive una volta sola, non voglio perdermi nulla”

Il mondo deve essere bello e semplice, la vita allegra e variegata; se mi fermo sarò perduto, il dolore e i problemi sono sempre dietro l’angolo!

Dicono di me 

Ottimista, esuberante e vivace, allegro e gioviale per natura, non prende le cose troppo sul serio e crede di arrivare dappertutto con la sua faccia tosta.

La sua attività mentale è un turbine, genera idee e progetti alla velocità della luce, salvo poi prediligere l’emozione dell’anticipazione, dell’avvio, e abbandonare con altrettanta facilità le fasi successive, quelle della continuità, della costanza e dell’impegno che producono risultati. 

Nel suo saltellare da un progetto all’altro senza concludere niente, in preda all’ansia di perdersi le esperienze migliori, diventa allora sovradimensionato, disorganizzato e indisciplinato, si distrae e si annoia.

Ma distrarsi è proprio ciò di cui ha bisogno: esagerare, farsi dei film, mistificare la realtà, anticipare, procrastinare, parlare e scherzare continuamente sono i suoi antidoti al pericolo di sentir affiorare i sentimenti dolorosi, da cui fugge come un bambino spaventato che non vuole crescere.

Narcisista, opportunista, indulgente e autoindulgente, concentra la sua attenzione su ciò che gli piace per nascondere a se stesso e agli altri ciò da cui fugge. Mai soddisfatto, inganna se stesso e non ha un luogo dove stare in pace.

Sento di me 

Sono entusiasta e appassionato della vita, sono versatile e ho molti interessi.

Sono ottimista e coraggioso, estroverso e giocoso, allegro e divertente, mi piace divertirmi e far divertire, curioso e dotato di spirito di avventura; mi sento come un bambino in un negozio di caramelle, in fiduciosa aspettativa e Il mio entusiasmo e la gioia di vivere influenzano tutto ciò che mi circonda. E diciamocelo, chi non vorrebbe essere così?

Ma il fatto è che cerco di tenere sempre la mente occupata con progetti e idee positive, passando da un’esperienza all’altra, per non sentire la noia, l’ansia, il dolore e i sentimenti negativi. 

Mi sento allo sbando, senza una guida interiore, e quando mi fermo, in fondo, molto in fondo, ho la sensazione che mai troverò ciò che voglio veramente nella vita, anzi, di non sapere affatto ciò che voglio dalla vita. Ecco perché cerco di non fermarmi mai e vivo di fretta e frenesia.

È vero, a volte cerco di fare il furbo, di tenere il piede in due scarpe per concedermi quello che voglio, e posso sembrare manipolatore ed eccessivamente consenziente nei confronti degli altri. 

È che mi piace conquistare le persone, ottenere consensi e popolarità, così le lodo e mostro di credere a qualsiasi cosa mi raccontino, al limite di mostrami ingenuo e credulone. Come potrei non essere il più simpatico e piacevole del mondo? 

La verità è che per non soffrire sono disposto a tutto, persino a fingere con gli altri e a mentire a me stesso.

Una testimonianza da  “El Eneagrama del mulá Nasrudín – Aceptar el ego para transformar la conciencia” di David Barba – Ed. Plataforma Actual

Un altro film italiano, La grande bellezza, di Paolo Sorrentino, sembra riprendere il tema de La dolce vita, là dove lo lasciò Fellini. In questa occasione, il protagonista è un altro sette, Jep Gambardella: uno scrittore bon vivant di 65 anni che ha scritto un solo libro in tutta la sua vita e che, tra l’altro, pratica anche il giornalismo. Jep è un cinico elegante, il re delle feste mondane di Roma, e si circonda di nobili decadenti, dandies da poco, attrici piene di arie, falsi intellettuali, politici arrivisti e altre creature della notte. Indolente, affaticato dalla vita, Jep Gambardella è un uomo esistenzialmente stanco che si dedica a sparare le sue ultime cartucce esplorando ancora di più la sua infelicità edonista. “Nella vita non devi prendere nulla sul serio, eccetto il menù”

Cosa posso fare allora per me?

La tua via è la sobrietà di stare senza fuggire, di rimanere sulla superficie del mondo senza saltellare qua e là come un bambino sulla sabbia rovente.

Il tuo problema essenziale è l’ansia, a cui reagisci con la fuga, con l’impazienza, cercando mille vie d’uscita, perché non sopporti la frustrazione e non vuoi essere intrappolato dai tuoi stessi interessi. 

Ichazo dice che la sobrietà “dà al corpo la sensazione della proporzione. Un essere nello stato di sobrietà è fermamente radicato nel momento, senza prendere né più né meno di ciò di cui ha bisogno, spendendo con precisione solo l’energia necessaria”. 

Sobrietà è tolleranza, è ascoltare l’organismo e non portarlo fuori dai suoi limiti. 

Sobrietà è stare anche dove c’è da soffrire, e sopportare la frustrazione e il dolore, significa temperanza, moderazione, dominio di sé, serietà e sensatezza nel ragionamento e nel giudizio. 

Sobrietà è stare tranquillo e calmo, senza impazienza e senza fretta, affrontare la realtà e non essere fantasioso, insomma, stare nel presente, perchè il tuo interesse per la verità dev’essere maggiore del tuo desiderio di un’esperienza positiva di te stesso.

E potresti arrivare a pensare che forse quello che già possiedi è sufficiente, che forse non hai bisogno di essere in nessuno altro luogo in questo momento, che forse non ti stai perdendo nulla di importante.

E riscoprire in te qualità meravigliose dell’enneatipo Sette

Creativi, brillanti, versatili, nutrono i loro svariati interessi e abilità con la gioia e l’estroversione, rimanendo sempre con i piedi per terra, a contatto con la realtà. Il loro principale piacere è arricchire il mondo con qualcosa di nuovo e originale, impegnandosi a sviluppare le proprie idee ed energie e ad affermare la propria essenza.

Sanno appassionarsi in modo poliedrico a vari interessi contemporaneamente pur senza disperdere l’attenzione, alla ricerca appassionata delle connessioni tra una materia e l’altra, forti di una fede incrollabile nell’unità di ogni parte nel tutto. Hanno il dono della visione globale, le loro menti straripano di creatività, ma possiedono anche la sobrietà e la disciplina necessaria per sviluppare le loro idee e portarle a compimento. 

L’approccio positivo e ottimista, la pienezza con cui godono della vita si esprimono nel senso di abbondanza, che contagia di entusiasmo chiunque si avvicini. Si sentono sostenuti dall’Universo, tutto andrà comunque bene, qualsiasi cosa accada, il mondo è la loro casa, e una sorta di reverenza per la bellezza della vita li invita a condividere con gli altri le loro ricchezze. 

Sanno nel profondo dei loro cuori che la gioia è il destino ultimo degli esseri umani e sanno vedere lo spirituale nel mondo materiale, percepire il divino nell’ordinario. 

La Via dell’Amore

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