“Male se lo faccio, male se non lo faccio”

“Sì, però…” Sono come una pallina da ping-pong in balia degli eventi, intrappolato tra le mille voci che dentro di me discutono tutte le possibili alternative, le conseguenze e le alternative delle conseguenze.

Dicono di me

Impegnato, orientato alla sicurezza, responsabile, affidabile, laborioso, cooperatore, crede nelle alleanze, è disciplinato e pratico, capace di anticipare i possibili problemi. 

Cauto, indeciso e sospetto, sta sulla difensiva, è sfuggente ed ansioso, lavora fino a stressarsi e contemporaneamente se ne lamenta.

Si affida a strutture, alleati, credenze e supporti esterni, ai quali offrire fedeltà, obbedienza e lealtà in cambio di protezione. Se crede di aver trovato una “buona” autorità, si identifica molto con essa e interiorizza i suoi valori e insegnamenti.

Ambivalente, ossessionato dalla ricerca di sicurezza e protezione, prende impegni che contrastano tra di loro, col rischio di scatenare conflitti di interesse o di farsi dei nemici tra chi lo sostiene. 

Nervoso, pessimista, amareggiato, scettico e reattivo, sospetta che gli altri si approfittino della sua buona fede. La colpa deve essere degli altri. Teme di essere rimproverato o punito per un qualche errore o mancanza. Ha paura di uscire dalle grazie dell’autorità di riferimento, di perdere la sua protezione, di sentirsi alla fine indifeso

Alcuni potrebbero essere ribelli e antiautoritari, provocatori e persino rivoluzionari, lanciarsi in tutte le situazioni di rischio, di azzardo, per esorcizzare la paura, senza però riuscirci mai.

Sento di me

Sono una persona impegnata, orientata alla sicurezza e responsabile. Prevedo i problemi, li risolvo e promuovo la cooperazione e la reciprocità. Lavoro con impegno e attenzione ai dettagli, sono serio e affidabile, “affondo con la nave” e so perseverare nei rapporti e nelle situazioni come nessun altro. 

Il problema è che mi manca la fiducia in me stesso. Non mi fido della mia capacità di valutare persone e situazioni. Penso e mi preoccupo moltissimo, ho paura di prendere decisioni importanti, vorrei che qualcun altro le prendesse per me, salvo poi non fidarmi comunque e temere di essere controllato e prevaricato. Il meccanismo abituale è: paura, dubbio, domanda, scetticismo e resistenza, e alla fine sono più confuso di prima,  l’ansia e i dubbi mi invadono da capo.

Ho nella testa un comitato interiore che discute tutte le possibili alternative, le conseguenze e le alternative delle conseguenze e prendere una decisione diventa un’impresa.

A volte mi sembra di trovare la risposta “giusta” in gruppi, credo e sistemi religiosi o politici, altre ascoltando le opinioni di amici, famigliari e partner; sono sempre in cerca del consiglio e dell’opinione altrui, a cui però rispondo immancabilmente: sì, però…tornando continuamente sui miei passi. 

Non so dire no, assumo vari impegni che ovviamente poi non riesco a soddisfare, col risultato di sentirmi addosso le pretese altrui, e la spiacevole sensazione che ci si approfitti di me mi schiaccia.

Pessimista? Previdente piuttosto! Sono molto bravo a percepire i segnali di pericolo, a scansionare l’ambiente in cerca di minacce o possibili problemi. Il problema è che sono sempre all’erta anche quando non c’è nessun pericolo. 

Faccio una montagna di un granello di sabbia? Non si è mai sufficientemente al sicuro, tutto può succedere e la legge di Murphy è sempre dietro l’angolo.

Una testimonianza da “Esperienze di trasformazione con l’Enneagramma” di Claudio Naranjo – Edizioni Astrolabio.

Sono diventata una bambina spaventata. Ogni piccolo rumore o cambiamento di luce mi faceva scattare la paura e vivevo come se la realtà fosse sempre popolata di essere invisibili e minacciosi, che insieme a Dio mi controllavano, scrutavano i miei pensieri e sentimenti, sempre pronti a punirmi per il mio bene, perché sarebbe stato educativo. Sono stata una buona allieva, una buona figlia, una buona amica, e a scuola riuscivo a essere amica dei compagni più rumorosi e ribelli: forse perché collaboravo ed ero leale, e perché mi piaceva l’arte e il lavoro d’équipe. Non sono mai stata un leader, ma aiutavo nei gruppi e contavano su di me e sul mio sostegno.

 Cosa posso fare allora per me?

La tua via è nel coraggio di affidarti alla benevolenza della vita, nella fiducia che il terreno non cederà sotto i tuoi piedi né il cielo cadrà sulla tua testa.

Non si tratta di realizzare azioni rischiose, ma di trovare il coraggio di guardarsi dentro, di affrontare le parti di te che senti come spaventose e minacciose. Ichazo definisce la virtù del coraggio come “il riconoscimento della responsabilità individuale della nostra esistenza. Nella posizione del coraggio, il corpo si muove naturalmente per preservare la vita”.

Non è necessario cercare la sicurezza fuori di te, in una persona, una causa o un credo, né ribellarti contro qualcuno per diventare tu stesso una guida per gli altri, ma lasciar andare tutto ciò a cui ti afferri per sentire sicurezza e, soprattutto, cercare la fiducia dentro di te.

Contro la tendenza di proiettare nel futuro, di rimandare le situazioni ansiogene fino al punto di non ritorno, il coraggio sarebbe la sopportazione della paura fin dall’inizio, quando la situazione è ancora rimediabile. Non si tratta, però, solo di riconoscere gli effetti della paura (lo stomaco che si stringe, il freddo, la paralisi fisica) ma di sopportare la sensazione di paura, cioè accettare di aver paura e fare lo stesso le cose sentendo la paura, rassegnandosi alla paura come evento inevitabile.

E potresti arrivare a pensare che potresti ottenere uno splendido risultato, che forse non è necessario prevedere tutti i potenziali problemi, che forse potresti avere fiducia in te stesso e nei tuoi giudizi.

E riscoprire in te qualità meravigliose dell’enneatipo Sei

Dotati di una straordinaria resistenza, si impegnano nella vita con diligenza e costanza, metodo e accuratezza. Maestri di organizzazione, dispiegano le loro forze e capacità per offrire un lavoro benfatto e di qualità, sia formale che sostanziale. 

Risolutori naturali e grande sensibilità, rilevano discrepanze, contraddizioni e potenziali problemi, analizzano e riconoscono le variabili, anticipano e realizzano le soluzioni. 

Impegno, cooperazione e servizio sono le loro priorità, amano lavorare per un bene comune senza il desiderio di emergere: ci insegnano le gioie del lavoro di squadra e della sinergia degli intenti. 

Sostenuti da una solida fiducia in se stessi, si affidano con sicurezza alla loro guida interiore, l’essenza benevola che supporta e sostiene pienamente, e dona loro uno straordinario coraggio e la capacità di infondere sicurezza. Percepiscono con profonda compassione le paure, le incertezze e le debolezze degli altri, conquistandoli e guidandoli verso il meglio di sé, alla scoperta dei talenti nascosti di ciascuno e infondendo la passione per l’impegno comune alla realizzazione di un bene superiore.

Ci insegnano tutto sui vantaggi e le gioie dell’impegno, della cooperazione e del servizio. I Sei sani sono grandi sostenitori del vecchio detto che le persone che agiscono con una finalità comune possono realizzare più di chiunque altro agisca da solo, soprattutto nelle situazioni in cui è necessario unirsi per sopravvivere: produrre cibo o vestiti, costruire una casa, migliorare la comunità o le condizioni di lavoro o difendere una città o un paese.

La Via dell’Amore

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