“Nessuno mi capisce, io sono diverso e speciale”

Mi sento romantico e sensibile, emotivamente sincero e vulnerabile, lunatico e tormentato. Mi nascondo e fuggo in me stesso perché tu mi venga a cercare.

Dicono di me

Individualista, lunatico e tormentato, sdegnoso ed alieno rispetto ai normali modi di vivere. Insicuro rispetto alla propria immagine, crede di mancare di una chiara e stabile identità, e soffre di una bassa autostima. Talvolta può mostrarsi superiore agli altri per nascondere un forte senso di inferiorità. Ha problemi di malinconia, autoindulgenza e autocommiserazione e sogna che qualcuno venga a salvarlo. 

Tende all’anticonformismo, all’edonismo ed alla ricerca dell’armonia. Si sente sempre un po’, se non completamente, diverso dagli altri, con un senso latente di invidia. È un sognatore che tende a rimpiangere il passato, le cose belle o le persone che ha perduto, immaginandosi un futuro migliore, ma del passato è anche prigioniero e tende ad alimentare le sue ferite e ad aggrapparsi ai sentimenti verso le persone che lo hanno ferito.

Altalenante tra la tendenza tragica e quella romantica, assorbito da se stesso e caratteriale, i suoi sentimenti sono mutevoli, e utilizza la creatività e l’immaginazione per prolungare e intensificare i suoi stati d’animo.

Temendo di non essere apprezzato né valorizzato nella sua unicità, si nasconde dagli altri perché si sente vulnerabile, si mostra inaccessibile, e mette alla prova gli altri per vedere se sono realmente interessati a lui: forse, mostrandosi riservato, timido, fragile e malinconico, riuscirà  ad attirare un salvatore.

Ma nel profondo è convinto che circostanze della sua vita lo costringeranno a rinunciare ai suoi sogni e che mai nessuno lo salverà.

Sento di me

Mi considero ispirata, espressiva e creativa, capace di capire la profondità delle mie esperienze, emotivamente sincera con me stessa e veritiera con gli altri, introspettiva e portata all’ascolto. 

Amore, amicizia, emozioni, affetti, sincerità e originalità sono le mie priorità.

Sono romantica, sensibile ed emotiva, eloquente ma sottile, non temo di esplorare i miei sentimenti e le mie impressioni e di comunicarli agli altri. 

Ho una  creatività originale e personale, ma mi sento anche in sintonia con l’Universo. 

Ma il fatto è che che mi sento una vittima delle circostanze, della vita e della gente. Sono convinta che per raggiungere la felicità sia necessario passare dalla sofferenza, soffro sempre più degli altri, più del necessario, e ciò che mi pesa è questa dipendenza dall’amore degli altri, che genera in me un sentimento di rifiuto cronico e un perenne senso di insoddisfazione. 

Idealizzo l’amore ma contemporaneamente ho paura di sentirmi respinta, rifiutata o abbandonata, perciò tendo a mostrarmi distaccata, pur anelando le attenzioni della persona amata che ho idealizzato.

Mi sento diversa dagli altri, nessuno può comprendermi né amarmi abbastanza, e provo continuamente una sensazione di mancanza, anche se il più delle volte non riesco a identificare esattamente di cosa.

Ciò che segretamente vorrei è possedere la scioltezza e la sicurezza di cui godono gli altri.

Così fantastico, ma essere concentrata su di me e sui paragoni negativi mi allontanano dalla realtà e mi caricano di un’emotività esagerata, che mi rende ipersensibile e suscettibile, e mi fa cambiare di umore repentinamente, sconcertando chi mi sta intorno. Frasi senza importanza mi mandano emotivamente in crisi, commenti inoffensivi diventano per me insulti velati: “Sei dimagrita” diventa “Prima eri grassa” o “Quanto è brava tua sorella” diventa “Sei un’incapace, non sarai mai come lei”.

Allora mi chiudo in me stessa, esibendo un umore sgradevole, ostentando i miei sentimenti feriti per attirare l’attenzione e per proteggermi dall’umiliazione, dal rifiuto e dall’abbandono. Persino da bambina ero capricciosa e risentita, mettevo il muso lungo, rifiutandomi di parlare per diversi giorni, di andare in vacanza con la famiglia, o vestendomi di nero come stile di vita.

Una testimonianza da “L’Enneagramma, la geometria dell’anima che vi rivela il vostro carattere” di Helen Palmer – Edizioni Astrolabio

È la costante sensazione che  manchi qualcosa. “È tutto qui?”. Inizia come: “Se fossi in coppia con lui, se potessi vivere là, se avessi quel quadro”. Sprechi tantissimo tempo dietro a cose del genere e, appena ne hai una, pensi già alla prossima.

Più si invecchia e più la realtà sembra triste. Che cosa manca? Perché gli altri si tengono per mano e sorridono? Che cos’hanno che io non ho?

Ti butti alla ricerca del Graal, cercando qualcosa che soddisfa i miei amici ma che a me manca completamente. Avverto i sentimenti positivi che gli altri nutrono reciprocamente, e il fatto che loro li abbiano fa sì che io ne senta la mancanza.

Cosa posso fare allora per me?

La tua via è l’equanimità: lascia il tuo Io fantastico e vivi qui ed ora, non c’è nulla di sbagliato in te, sei perfetto e amato come chiunque altro. 

La definizione di Ichazo di equanimità è l’equilibrio. “Un essere completo vive in armonia col suo ambiente. I suoi movimenti sono economici e sempre appropriati alle sue circostanze. Non è influenzato emotivamente dagli stimoli esterni, ma risponde ad essi esattamente nella misura necessaria”. 

Equilibrio emotivo e mentale è accettazione di ciò che è, avvicinarsi all’esperienza senza reagire ad essa, senza afferrarsi e senza avere bisogno che sia giusta, drammatica o fuori dal comune. Significa non desiderare di essere diverso o di sperimentare qualcosa di diverso da ciò che sta accadendo nel momento, non paragonarsi agli altri né a un’immagine interiore di come si dovrebbe essere. 

E potresti arrivare a pensare che forse non c’è niente di sbagliato in te, forse gli altri davvero ti capiscono e ti sostengono, forse non sei l’unico che si sente come ti senti tu.

 

E riscoprire in te qualità meravigliose dell’enneatipo Quattro

Profondi, belli e toccanti, esplorano gli abissi dell’anima umana, riuscendo a cogliervi quanto di più personale, nascosto e prezioso esista in noi, e a donarlo al resto del mondo. 

I loro stati interiori, i loro sentimenti e impulsi sono originari, e attraverso la creatività e il desiderio di esprimerla e condividerla, ci ricordano la nostra natura divina. Molto intuitivi, sanno vivere nel qui e ora, percependo in modo misterioso e sorprendente l’energia del loro mondo interiore. 

Allo stesso tempo, sanno essere leggeri e non prendersi troppo sul serio; con un sottile senso dell’umorismo e una buona dose di ironia si osservano e si accettano per quello che sono. 

Esprimono un originale e personalissimo tipo di creatività, per lo più autobiografica, alla ricerca di sé nella loro vita e nel loro mondo incantato, e percependo le profondità sotto la superficie, dalle verità universali alle sfumature, donano all’umanità capolavori in ogni campo dell’arte. 

Sono fonti di saggezza e di guarigione per gli altri, e ciò non rappresenta motivo di separazione, ma un modo genuino e profondo per entrare in contatto con gli altri e comunicare creativamente con loro. 

La Via dell’Amore

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