Ti sei mai chiesto cosa sia l’ego?

L’ego è il complesso di tutte le credenze mentali alle quali permettiamo di governare la nostra vita e di controllarci con onnipotenza. È una sovrastruttura fatta di abitudini, comportamenti e reazioni automatiche, per lo più inconsapevoli.

Tuttavia, è necessario ricordare che la sua funzione è quella di proteggerci e suggerirci il miglior comportamento da attuare nelle varie circostanze della vita.

Purtroppo, basandosi sulle nostre credenze limitanti, soprattutto quelle formatesi durante esperienze spiacevoli o traumatiche vissute nell’infanzia, quando agisce fa leva sulla PAURA, anziché sull’AMORE o sull’ascolto dei nostri BISOGNI.

Quando l’ego agisce, non siamo noi stessi, non ascoltiamo i nostri veri bisogni e non viviamo nel qui e ora, ma ci proiettiamo nel futuro oppure restiamo legati al passato, impedendo la nostra evoluzione.

 

 Vuoi capire quando l’ego dirige la tua vita?

Ogni volta che vivi un malessere interiore, ogni volta che provi ansia, paura, agitazione,rabbia, tristezza e senso di colpa.

Quando interiormente vivi un conflitto, significa che a dirigere la tua vita non è più la tua Essenza, bensì la tua mente egoica. Questo conflitto è l’espressione del controllo dell’ego che sperimenta la tua anima quando desidera qualcosa in contrasto con una tua credenza. Nel tempo, se dai sempre ascolto alla tua credenza, il tuo corpo manifesterà un sintomo che si cristallizzerà in un malessere.

 

Sei cosciente del potere che ha la tua mente?

È possibile un cambiamento nella relazione che esiste tra l’ego e la propria Essenza, ma il lavoro non deve consistere nell’eliminare l’ego affinché fiorisca l’Essenza.

Ricordiamo che l’ego svolge una sua propria utilità nelle varie circostanze della vita e non deve essere considerato un nemico. Piuttosto, l’Essenza potrà manifestarsi, liberando sé stessa dalla prigione dell’ego, attraverso la coscienza.

 

Cosa si intende per coscienza?

L’osservazione della mente, intesa come consapevolezza di ciò che penso e perché lo penso. E’ un utile strumento con il quale l’essere umano può condurre la propria vita, un valido punto di partenza per intraprendere un cammino di conoscenza di sé e del proprio ego.

 

Ti è mai capitato di formulare pensieri automatici?

I pensieri automatici sono forme di condizionamento, che a loro volta derivano da credenze profondamente attecchite dentro di noi: credenze su noi stessi, sugli altri, sulla vita in generale.

Ogni credenza è una forma di giudizio, una “non accettazione” di noi stessi, degli altri, della vita in generale.

 

La mente liberata è uno strumento potente, è la mente senza giudizio.

Per liberarla, innanzitutto è necessario sviluppare la consapevolezza, osservare e comprendere se i nostri pensieri sono nostri o piuttosto condizionamenti basati sul giudizio, che a loro volta generano ostilità.

Se non mi rendo conto che nella mia mente si formano giudizi egoici ostili a me stesso e agli altri sto generando vibrazioni di ostilità, che a loro volta generano sofferenza e infelicità. Significa che subisco la vita senza sapermi orientare.

Tra le varie forme di giudizio quella primaria, che genera tutte le altre, è il giudizio su noi stessi: i giudizi che proiettiamo sugli altri rispecchiano prima di tutto ciò che non accettiamo di noi stessi.

Ce la prendiamo con un amico che viene meno ad un impegno: quanti di noi giudichiamo poco serio o irrispettoso questo comportamento? Tutti almeno una volta nella vita. Perché? Perché prima di tutto non lo accettiamo in noi stessi, perché non ci concediamo di essere come lui, perché nel nostro profondo una credenza limitante ci ammonisce che non mantenere fede agli impegni è male, perché una volta, tempo fa, in una certa occasione, non abbiamo mantenuto fede a un impegno, magari per causa di forza maggiore, e ne abbiamo sofferto, o ci siamo sentiti in colpa, o accusati, come noi ora facciamo con l’amico. È capitato anche a noi, sì, ma ce ne siamo dimenticati ed ora tutta la sofferenza che ci ha prodotto quell’evento giace nascosta sotto la nostra credenza che non onorare gli impegni è grave, e la alimenta giorno dopo giorno, senza che ce ne accorgiamo. Risultato?

Credenza, giudizio, pensiero automatico, accusa, sofferenza.

Consapevolezza significa entrare in intimità con sé stessi, conoscere e amare ogni parte di sé, percepire una propria integrità essenziale attraverso la comprensione compassionevole delle credenze limitanti che ci condizionano e che si sono formate quando eravamo molto piccoli, per proteggerci da un ambiente percepito come ostile.

Senza una visione completa non è possibile alcuna azione libera e consapevole e per avere una visione completa di sé occorre portare attenzione alla propria dimensione interiore, cioè alla dimensione Essenziale, che è la dimensione divina, del “non giudizio”, del perdono, dell’amore incondizionato.

È fondamentale per chiunque diventare consapevoli di quello che accade nella propria vita. Solo noi stessi ne siamo responsabili.

Nessun altro può renderci felici o infelici e noi non siamo fautori della felicità e dell’infelicità altrui.

Del resto tutte le tradizioni spirituali, da sempre, ci invitano a non attaccarci alle costruzione della mente e a non trattenere ciò che non può essere più nel qui e ora, esortandoci a lasciar andare e accogliere il flusso della vita.

Il premio di questo impegno, perché di un vero e proprio impegno si tratta, è essere come siamo, riuscire ad esprimere la nostra vera natura, essere in contatto con la nostra interiorità, smascherarci, a recuperare le parti che rinneghiamo e ad accettare i nostri limiti pacificando la nostra mente.

Jole Sciacqua

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