Ho un aspetto orrendo, le orecchie appuntite, 

il muso allungato e i denti aguzzi. 

Il peggior nemico dei bambini, attenti al lupo! 

Che posso dire, piccolo fiore? 

Guardati da loro, dalla bestie come me.

Pur tuttavia ti avverto, amica mia,

non tutti i lupi ne hanno l’aspetto. 

Li puoi incontrare sul tuo cammino 

camuffati da vecchie mendicanti, fate svolazzanti, 

nonne amorevoli nelle loro casette di marzapane. 

Non così si concede una seconda occasione. 

Un agguato in piena regola mia cara. 

Non si è nemmeno avveduta di parlare

con un automa, un essere finto, senz’anima, 

che un dì prese il posto di un caro bambino.

Si fa presto a giudicare dall’aspetto,

a confondere l’involucro con ciò che contiene! 

Allora dovevo fuggire senza voltarmi indietro, 

scalzo e senza colletto. Meglio un Bambino Sperduto 

che un adulto che ha perso se stesso.

IL BAMBINO OTTO

L’aggressivo personaggio della Bestia, nel romanzo Incanti, è associato all’Enneatipo Otto e verosimilmente è stato un bambino forte e bellicoso, che ha dovuto presto imparare che il mondo è una giungla in cui per sopravvivere bisogna lottare, una guerra dove la sconfitta non è prevista.

Ha la sensazione di essere dovuto crescere in fretta, mentre gli altri vivevano una infanzia spensierata. È possibile che non abbia ricevuto cure adeguate tanto sul piano concreto che su quello affettivo e psicologico, oppure che abbia subito, o pensato di subire, soprusi e ingiustizie personali o sociali, sviluppando un carattere aggressivo e autoritario, rissoso, irascibile, il classico bambino cattivo; in realtà è solo un bambino imbronciato, intimamente ferito, che pensa “non mi umilieranno mai più”.

Dentro il duro e pragmatico Otto, che si diverte mettendo alla prova la sua resistenza e quella degli altri, dominando e controllando la vita e trionfando sopra le avversità, si nasconde un piccolo bambino che non può arrendersi alla debolezza, alla tenerezza o alla fragilità, ma che in realtà si sente solo e desidera disperatamente essere amato e sostenuto. Sotto l’apparenza di forza di un Otto si trova un bambino dell’anima che è pieno di tutte quelle emozioni che egli considera deboli: il bisogno degli altri, la paura del rifiuto, l’insicurezza e una profonda sensazione di tristezza e solitudine.

Tuttavia, non sono riusciti ad annerire il mio cuore: quando vedo un compagno più piccolo o debole in difficoltà mi impegno a prenderlo sotto le mie ali e a sgomberare la via dai pericoli.È quello che poi dovrebbero fare mamma e papà, anzi, ogni mamma ed ogni papà con i loro cuccioli. Perché con la forza non si ottengono né il rispetto né l’amore.

Mi sembra ancora di sentirlo mio padre, da mattina a sera, il dito puntato, lo sguardo torvo, la voce tonante: Tutto nella vita tranne che mostrarti debole, mio caro, perché solo i vincitori vincono! Ardimento, fermezza, polso, coraggio! Ma l’innocenza non è forse una forma di coraggio, la più grande di tutte? Che c’entra il coraggio con un cuore cinico, arido e arrogante? Ero un bel bambino, delicato d’aspetto e di sentimenti, ma quando il cuore si trincera dentro una maschera di ferro accade che, impercettibilmente ma inesorabilmente, le spire coriacee si allargano e ti avvolgono completamente fino a stravolgerti il volto. La strega che quella notte infernale bussò alla mia porta? Chi dice che fosse una strega maligna? E perché sempre si cerca qualcuno da incolpare delle proprie sventure? La scacciai terrorizzato, sì, ma solo perché, nessuno lo sa, reggeva tra le mani uno specchio. Si vendicò, dite? Oh no, fui io che, stravolto da ciò che vidi, impazzii dando fuoco al castello, al giardino, a tutto ciò per cui avevo venduto la mia anima innocente, la mia prigione dorata, il prezzo della mia follia. Mi fermai solo di fronte a una rosa, fragile, pura e innocente se pur bella, fiera e odorosa di vita, e in essa, come un bimbo, mi rifugiai.

INCANTI di Lorenza Bonazzoli – Edizioni Virgilio Milano

Il romanzo “INCANTI, è solo una fiaba” lo trovi qui:

http://www.edizionivirgilio.com

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