Sciocco che sono, il solito sciocco incapace, 

come dar torto a mia madre? Avrei potuto 

spiccare un bel salto e volando con voi, 

libero e leggero, guardare il mondo farsi piccino 

e scoprire di non doverlo più temere.

È vero mi piacciono le nuvole, 

sdraiarmi nei prati fioriti e rimirare il cielo, 

sognare e immaginarle come bianche creature 

che si trasformano per gioco a loro piacere,

in quel mondo fatato dove, son certo, nulla abbisogna.

Ho un’idea amico, facciamo cambio. Ti lascio 

il mio posto accanto alla mamma. Imparerò 

a volare in cerca di fortuna. Tornerò sulla mia strada,

accetterò quei fagioli. Fossero vivi? 

Magari recano in dono un cuore impavido tutto per me.

Ma impossibile saltare se le gambe non ti reggono, 

se ti paralizza la paura e ancor più la paura della paura. 

O forse, mi assale un dubbio, l’ angoscia 

di non aver paura? Che ne sarebbe di me 

senza la mia fedele compagna?

INCANTI di Lorenza Bonazzoli – Edizioni Virgilio Milano

IL BAMBINO SEI

Lo sprovveduto Jack, nel romanzo Incanti, è associato all’Enneatipo Sei e verosimilmente è un bambino pauroso e obbediente, che percepisce le sfide della vita come incombenti, pericolose, minacciose e percepisce se stesso come inadeguato ad affrontarle. 

Avvertendo tutto come una possibile minaccia ha bisogno di continui incoraggiamenti per mantenere la motivazione ad agire, poiché preferisce non prendere l’iniziativa e non esporsi, per timore di sbagliare.

Prendere decisioni e doversi caricare di responsabilità è davvero difficile se il terreno emotivo è quello della svalutazione di sé, se il piccolo Jack si sente privo di protezione e di un luogo dove sentirsi sicuro, con la spiacevole sensazione di stare sempre dalla parte del perdente, vittima dei prepotenti o facile a farsi ingannare.

L’atmosfera famigliare può essere stata ambivalente, di ferma autorità o di sfiducia da parte dei suoi genitori, e in ogni caso il dubbio su di sé è il risultato finale dell’interiorizzazione di non poter contare veramente su nulla, tanto meno su se stesso. Avendo paura di agire nel proprio interesse, non riesce a mettere in pratica alcun progetto, perché l’attenzione passa dall’impulso dell’idea alla critica della stessa.

“Ma come faccio a spiegarle che nella mia testa c’è sempre qualcuno che mi perseguita, una vocina maledetta che mi dice: tanto non ce la fai, tanto non ce la fai!”

Ma il pavido Jack, nella fiaba, non resiste al desiderio di allontanarsi, di scalare la grande pianta di fagiolo la cui cima sparisce tra le nubi. Sa che è pericoloso e che può contare solo su se stesso. Appena inizia ad arrampicarsi si sente pieno di forze e sa che ce la può fare. 

La vera sfida del giovane enneatipo Sei è dare inizio all’azione, attraversare la soglia del dubbio e sentire dentro di sé quella forza e quel coraggio che gli appartengono naturalmente, così come, in natura, paura e coraggio sono i due lati della stessa medaglia.

 

Avete presente lo scemo del villaggio? Sono io, per servirvi. Non che io mi ci senta, ma lo dicono tutti e così deve essere, per forza. Forse esistono luoghi dove un bambino come me può vivere in pace, con le sue fantasie. 

Per esempio, ho sempre pensato che lassù, sopra le nuvole, esista un regno che è tutto il contrario di questo, dove un bimbo che sogna un mondo migliore rappresenta la normalità. Regole, regole, regole, qua non si parla d’altro. 

A scuola, a casa, per strada, ovunque si dice qualcosa di me, qui sono tonto, lì sono un perdigiorno, e non ascolto, e non obbedisco, e non mi impegno, e via di questo passo. 

Ma che colpa ne ho se il maestro, spaventato dai miei occhi sbarrati, non trova di meglio che mettermi in castigo, convinto che mi prenda gioco di lui? Che ci posso fare se a casa si muore di fame e mamma piange dicendo che è tutta colpa mia, che la faccio disperare? 

IO SONO SOLO UN BAMBINO! 

Io credo ancora alle fiabe e alla magia, e ai miracoli, se serve. Nel frattempo, però, mi devo adeguare, non ho altra scelta. Mi metto in secondo piano, divento una causa persa, obbedendo a testa bassa. 

Meno rischioso, meno inquietante, ormai la paura mi è entrata nel sangue, sbriciolando, giorno dopo giorno, quel che di luminoso, di sacro, di giusto sia mai stato dentro di me.

INCANTI di Lorenza Bonazzoli – Edizioni Virgilio Milano

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