La verità rende liberi, si dice.  

Ma quale verità è quella giusta, quella che rende liberi? 

Ce ne sono così tante nel mondo, 

tutte incantevoli, tutte ugualmente allettanti 

ed è evidente che ognuno predilige la sua. 

Io però una bella verità tutta mia non ce l’ho. 

Sono confusa, mi smarrisco tra le opinioni,

dimentico le consegne. Perché non so distinguere,

non so scegliere. È meglio questo o quello? 

Ma perché non entrambi poi?

Ci vorrebbe un Manuale di Istruzioni dal titolo 

“La Verità”, meglio ancora una fata 

che la faccia apparire in un lampo, 

oppure un genio della lampada, 

strofini, fai un bel respiro e voilà 

la verità servita su un piatto d’argento!

Ma come può una brava bambina distinguere 

quando si ritrova sola 

tutti i giorni in mezzo a un bosco? 

Persino la vecchia strega, vedendomi così svanita,

avrebbe riso di me scuotendo la testa.

IL BAMBINO NOVE

La sprovveduta Cappuccetto Rosso, nel romanzo Incanti, è associata all’Enneatipo Nove e verosimilmente è una bambina dolce e remissiva, generalmente accomodante e ben disposta verso gli altri. Può essersi sentita ignorata, trascurata o rifiutata nell’esprimere le sue esigenze e opinioni, al punto da sentirsi dimenticata. 

Il bisogno naturale di riconoscimento la spinge ad occuparsi degli altri, sviluppando la capacità di saper ascoltare, la disponibilità ad aiutare e un carattere comprensivo e confortante, spesso compassionevole. Dedicarsi in special modo alla famiglia è un modo succedaneo di prendersi cura di sé ed avere un posto nel mondo. 

Tuttavia, nel profondo vorrebbe rimanere bambina per sempre, preferendo un’esistenza lenta, protetta e tranquilla rispetto al mondo di lotta e concorrenza degli adulti. Ama i bambini, gli animali, le creature del bosco, divertirsi con il giardinaggio.

Timida e timorosa, nella sua mancanza di iniziativa e nella sua difficoltà di identificare le sue necessità, si sente più sicura appoggiandosi ad un qualsiasi tipo di autorità, nello specifico la mamma, il lupo, la nonna, il cacciatore, convinta com’è che chiunque possa indicarle la strada giusta molto meglio di lei stessa. La confluenza nell’altro e sua disarmane ingenuità la possono portare a fidarsi di chiunque.

Il romanzo “INCANTI, è solo una fiaba” lo trovi qui:

 http://www.edizionivirgilio.com

Non ricordo il mio nome, quello vero, intendo. 

Ma ricordo un sacco di altre cose, quelle che la mamma mi ripete tutti i giorni. “Fai questo, fai quello, vai di qua, vai di là” ma anche “Quello no, vietatissimo! Se disobbedisci, te ne pentirai!” e via di questo passo. 

Forse un nome non ce l’ho perché non esisto veramente e sono solo una piccola sé della mamma. Sinceramente, mi sento un po’ confusa, smarrita. 

Tra le cose vietate quella che mi pesa di meno è prendere l’iniziativa. È rilassante sapere di non dover decidere nulla, di non dover scegliere tra due o più alternative. 

Talmente rilassante che a volte, nello svolgere una qualche commissione, mi addormento lì dove sono. Per fortuna nessuno se ne accorge. 

Un giorno mi è capitata una cosa strana. Attraversavo il bosco e mi sembrò di scorgere un lupo, tra gli alberi. 

Mio Dio, che fare? Avanzo o torno indietro? Lo guardo o faccio finta di niente? No no, non ne avevo paura, e perché mai? Solo pensavo ai divieti di mamma e alle certe tragiche conseguenze di una mia sventata iniziativa. 

Così, nel dubbio, mi addormentai di sasso. Quando mi svegliai, il lupo era la nonna. 

Bene, direte voi! Invece no. 

Chi mi dice che dentro la nonna non si nasconda il lupo. 

O magari viceversa?

Richiedi il TEST EASY GRATUITO per un primo approccio all’ENNEAGRAMMA qui!

Rispondi

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: